It’s a matter of self love ~ Ultimamente, mi sono ritrovata a parlare di sorte. Negli ultimi 10 anni, è capitato con una costante non del tutto comune che mi ritrovassi a raggiungere in molte occasioni degli obiettivi desiderati, arrivando ad “accumulare” una piacevole percentuale di successi personali. Facendo un resoconto, ho pensato di essere stata molto fortunata, visto che non capita a tutti. Le persone con cui ne ho parlato mi hanno dunque chiesto quale gratta e vinci avessi acquistato. Visto che non ho attribuito a me e alla mia determinazione quei successi, mi hanno ironicamente chiesto di indicargli in quale tabacchino sia solita acquistare questi gratta e vinci di trionfi. Poi mi hanno chiesto cosa invece pensassi delle situazioni negative. Sfortuna? E lì ho trovato l’inganno. Perché no, non penso sia sfortuna: penso di aver commesso un errore, di aver giocato male le mie carte, di essere incappata in una situazione sconveniente perché me la sono cercata. Insomma: la mia testa decide che le cose belle mi capitano per caso, le brutte sono colpa mia. È così che, con non poca fatica, ho notato quanto spesso ci osserviamo con severità. Quante volte il dito puntato su di noi sia proprio il nostro: intransigente, giudicante, opprimente. E se imparassimo a guardarci con occhi oggettivi, con pazienza e con affetto? Ho raccontato questo fatto per due motivi: il primo è che scriverlo e non solo pensarlo è un reale passo per ammetterlo e avviare un cambiamento. Il secondo è che capita spesso a tutti di giudicarsi in maniera ingiusta, constatando con meno facilità i lati positivi di noi stessi. Questo non apporta benefici, ma incertezze. La nostra approvazione è ciò di cui abbiamo bisogno: potremo escludere o includere mille esperienze e persone nella nostra vita, ma non potremo mai escludere noi stessi. Come il mare non si può escludere dal mio cuore.
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