ITALIA 🇮🇹 @ig_italia
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📷 @dorpell 📍#Bologna Bologna non è una città particolarmente grande e il suo centro storico è piuttosto raccolto: questo permette, anche a un turista che va piuttosto di fretta di scoprire, oltre alle cose essenziali, anche alcune curiosità. Tipo piccoli particolari sulle facciate delle case piuttosto che di scritte dal significato un po’ ambiguo, curiosità che hanno una storia (o una leggenda) da raccontare e che rendono la città ancora più affascinante. Ad esempio all'inizio della centralissima via Indipendenza, se vi tenete sulla destra (dando le spalle a piazza Maggiore) ed alzate lo sguardo troverete 3 scritte ad ornare la volta di casa Stagni: panis vita, canabis protectio, vinum laetitia (che tradotto sarebbe: il pane è vita, la canapa è protezione, il vino è letizia). Queste tre scritte sono affiancate da spighe di grano, foglie di canapa e tralci di vite. Il tutto a testimoniare l’abbondanza di prodotti agricoli, chiamiamoli così, della Bologna di un tempo. Attenti a quando vi metterete ad osservare le scritte con lo sguardo rivolto verso l’alto: c’è un bar proprio lì sotto e potreste intralciare i camerieri. Un altra curiosità riguarda l’aitante Nettuno protagonista della fontana del Giambologna in piazza Maggiore, infatti pare sia in difetto proprio laddove non batte il sole. Sì, avete capito… non è particolarmente dotato, nonostante venga soprannominato il Gigante. Ma non è colpa sua, poveraccio. E nemmeno del suo papà Giambologna. A volere l’attributo del Nettuno ridotto fu il cardinale che commissionò la statua: se fosse stato in proporzione con le sue dimensioni reali avrebbe forse attirato un po’ troppi sguardi, magari proprio delle signore dell’epoca che si recavano a messa in cattedrale. Ma la cosa divertente è che, per ripicca, il Giambologna si inventò un barbatrucco geniale: concepì la mano della statua in una posizione talmente strategica che, da una particolare angolazione, sembra sia proprio un pene in erezione. Questa angolazione la trovate andando sui gradini della Sala Borsa. Non so dirvi il punto preciso, ma basta fare un po’ di prove: non è difficile mancarlo. 📝 #ig_italia #italia
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📷 @siniandrea 📍 #SanQuiricodorcia ⠀ San Quirico d'Orcia è un piccolo comune in provincia di Siena in Toscana. Nella frazione Vignoni è presente un antico castello, il Castello di Vignoni, quasi disabitato, già residenza dei Salimbeni nel XII secolo, e successivamente degli Amerighi dal XIV secolo. Ha una torre medioevale mozzata, una chiesa romanica ripristinata (all'interno era conservato un crocifisso del Giambologna, ora custodita presso il museo di Montalcino, e un fonte battesimale del secolo XV, ora presso la Collegiata di San Quirico) e, di fianco alla chiesa, l'impianto immobiliare (riedificato nei primi anni novanta) del quattrocentesco Palazzo degli Amerighi, in cui si ordì la congiura contro gli Spagnoli oppressori di Siena (1555-1559). San Quirico ha inoltre alcune chiese rilevanti dal punto di vista storico-artistico: oltre alla già citata Collegiata di San Quirico (più precisamente Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta) e alla Chiesa romanica di San Biagio a Vignoni, vanno segnalate la Chiesa di San Giovanni Battista a Bagno Vignoni, la Chiesa e la Cappella della Madonna di Vitaleta, la Chiesa di Santa Maria Assunta e l'Oratorio della Misericordia. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #Sanquiricodorcia
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@matteo_curti 📍#Milano ⠀ Dal citofono più strano della città al soprannome di via Manzoni. E ancora: dove venivano giustiziate le streghe a Milano? Ecco alcune cose che solo i milanesi doc conoscono. Chiunque abbia vissuto a Milano sa che basta trascorrere poco tempo all’ombra della Madonnina per “sentirsi” milanese. Ma sono pochi, in realtà, quelli che possono vantare una conoscenza davvero approfondita della città, delle sue usanze e dei suoi segreti. Sotto le etichette di “capitale della moda”, di città laboriosa e al tempo stesso patria di riti serali divenuti famosi a livello nazionale, come l’aperitivo o happy hour, Milano nasconde una storia millenaria fatta di “chicche” poco note anche alla gran parte dei propri cittadini. Ad esempio non molti sanno che il primo giardino di Milano è Giardino della Guastalla, che sorge su via Francesco Sforza, proprio di fronte all’Università Statale. La sua fondazione risale al 1555, anche se i giardini sono stati aperti al pubblico solo in epoca recente, nel 1939. All’interno, tra alberi e prati che nelle belle giornate ospitano gli studenti della vicina Università, custodisce un vero e proprio gioiello barocco: la vasca peschiera, con le sue balaustre in pietra e ringhiere in ferro. Il risotto alla milanese è l’emblema della cucina tipica meneghina, con il suo colore giallo intenso. Pochi, però, sono in grado di datare con precisione il momento in cui la spezia che dà il classico colorito al risotto arrivò a Milano: è stato nel Tredicesimo secolo. Da allora, schiere di golosi e i loro palati possono apprezzare il piatto della tradizione per eccellenza. ⠀ 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #milano
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📷 @lodombrica 📍#Teulada ⠀ Il comune di Teulada si trova a cavallo tra la costa del sud del Sulcis-Iglesiente e le montagne del Sulcis. La costa frastagliata alterna promontori rocciosi che si tuffano a strapiombo sul mare ad insenature dove si trovano calette con sabbia bianchissima e acque cristalline. Di notevole interesse paesaggistico e naturalistico lo stagno di Malfatano, il capo Malfatano e il capo Teulada, la punta estrema sud della Sardegna. All'interno delle acque del comune vi sono anche l'Isola Rossa e l'isola di Tuerredda. L'interno è caratterizzato da colline e promontori montuosi come punta Sebera. Il territorio è diviso tra pascoli, campagne incolte e boschi (Gutturu Mannu). Le principali spiagge del territorio di Teulada sono: Malfatano, Tuerredda, Perdalonga e, all'interno del campo militare NATO di capo Teulada, la spiaggia di Porto Zafferano, a cui si può accedere solo via mare e solo in certi periodi dell'anno. Altre spiagge importanti per Teulada sono quella di porto Tramatzu, suddivisa tra un'area pubblica e una riservata ai militari, e la parte meridionale della spiaggia di Porto Pino che è compresa nella base militare di capo Teulada con le dune di Is Arenas Biancas, dal 2007 visitabili durante il periodo estivo attraverso una strada realizzata all'interno del poligono militare o percorrendo la spiaggia di Porto Pino che appartiene nelle restanti parti al comune di Sant'Anna Arresi. Rientra nel territorio militare anche la spiaggia di S'ottixeddu (detta anche "degli americani"), che viene aperta al pubblico nel periodo estivo. Da segnalare anche Campionna, oltre alle varie calette sparse in tutto il territorio, mentre la spiaggia di Piscinnì è parte di un'enclave mariese in territorio teuladino. 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #teulada
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📷 @maya.flh 📍Dolomiti ⠀ Le Dolomiti, anche dette Monti pallidi sono un insieme di gruppi montuosi delle Alpi Orientali italiane, comprese tra Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli, tra le province di Belluno, Bolzano, Trento, Udine e Pordenone. Il 26 giugno 2009 il Comitato Esecutivo della Convenzione sul patrimonio materiale dell'umanità dell'UNESCO, riunita a Siviglia, ha dichiarato le Dolomiti Patrimonio dell'umanità. Le Dolomiti prendono il nome dal naturalista francese Déodat de Dolomieu (1750-1801) che per primo studiò il particolare tipo di roccia predominante nella regione, battezzata in suo onore dolomia, costituita principalmente dal minerale dolomite (MgCa(CO3)2) ovvero carbonato doppio di calcio e magnesio. Questa composizione chimica delle rocce dà origine al fenomeno dell'enrosadira. La prima denominazione geografica del termine "Dolomiti" comparve nel 1837 in una guida edita a Londra, per descrivere una regione montuosa comprendente le valli di Fassa, Gardena, Badia, la val Pusteria nonché le Alpi veneziane. Nel 1864 fu pubblicato il volume The Dolomite Mountains, resoconto di viaggio di due naturalisti inglesi, J. Gilbert e G.C.Churchill. Con questo volume il termine fu introdotto a livello europeo. La denominazione Monti Pallidi si rifà alla leggenda di un prodigioso incantesimo. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #dolomiti
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📷 @adamsheath 📍#Torino ⠀ Progettata dall’architetto Amedeo di Castellamonte per volontà del duca Carlo Emanuele II che voleva farne la sua residenza di caccia e costruita in pochissimo tempo, dal 1658 al 1679, la Reggia di Venaria è sicuramente una delle maggiori e più belle residenze sabaude. Imponente, fastosa, il suo progetto fu ripreso per la costruzione della reggia per antonomasia, quella di Versailles. La Reggia di Venaria fa parte dal 1997 del patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. Il complesso, di cui fa parte la reggia, è costituito da circa 80.000 m2 di terreno calpestabile, include il parco ed il borgo storico di Venaria. Al borgo si unirono successivamente altre case e palazzi di semplici cittadini che vollero abitare nei dintorni della Reggia, fino a che Venaria Reale divenne comune autonomo della provincia di Torino. I giardini della reggia furono persi a causa dei francesi di Napoleone che li trasformarono in piazza d’armi. Solo in seguito furono ripresi i lavori di risanamento dell’ambientazione naturale circostante. Dal 2007, dopo otto anni di restauri, gli splendidi giardini del complesso della reggia di Venaria rappresentano il fiore all’occhiello di questa magnifica costruzione con gli spazi dei Giardini all’Inglese, quello dei Fiori e delle Rose, e l’area dei boschetti. Agli inizi del Settecento Filippo Juvarra lavorò al complesso e in particolare alla costruzione della Gran Galleria e parallelamente della Chiesa di Sant’Uberto, incastonata tra i palazzi tanto da non permetterne la costruzione della cupola. Gli ultimi lavori, che riguardavano le scuderie, il maneggio, la scala della Reggia di Diana e la galleria di Sant’Uberto furono realizzati tra la seconda metà del Settecento e l’inizio dell’Ottocento. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #torino
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📷 @nonnarena1 📍#Vernazza ⠀ #Buongiorno ragazzi, unico porto naturale delle Cinque Terre, il borgo di Vernazza si sviluppa lungo il torrente Vernazzola (ora coperto), per risalire sulle pendici di uno sperone roccioso che nasconde l’abitato a chi proviene dal mare. Ripidi e strettissimi percorsi scendono verso la strada principale che sfocia in una piazzetta situata in faccia al porticciolo. Alla stessa tipologia delle case torre, presenti anche a Riomaggiore, Manarola e Monterosso, si aggiungono forme architettoniche più elaborate quali portali decorati e porticati, testimonianza della prosperità di cui godette il paese durante la dominazione genovese. Molto ben conservati i castelli, nota caratteristica delle Cinque Terre e di Vernazza in particolare. Il porticciolo può ospitare barche medio-piccole ed è un valido riparo per onde di media intensità, mentre non risulta sufficiente per le grandi mareggiate invernali. Vernazza è stato per diversi anni il polo di attrazione maggiore nelle Cinque Terre, insieme a Monterosso. Il colpo d’occhio è senza dubbio il più spettacolare sia giungendovi via mare, sia dai sentieri. Il nucleo abitato ha il suo fulcro nella piazza proprio a ridosso del porticciolo e perciò, specie nei momenti di maggiore afflusso turistico, l’affollamento può risultare un po’ fastidioso, specie per chi intende pernottarvi. ⠀ Approfondisci la conoscenza del territorio ammirando altre splendide foto come questa, seguendo le community @ig_liguria_ & @ig.cinqueterre Per entrare a far parte della nostra gallery utilizzate il nostro hashtag ufficiale e taggate le vostre foto. ⠀ 📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta #italy
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📷 @filippo_cesarini 📍#Varenna ⠀ Nominata come villaggio di pescatori nel 769 fu alleata nell'epoca dei Comuni a Milano, venne distrutta dai comaschi nel 1126. Accolse gli esuli dall'Isola Comacina, che subì simili sorte nel 1169: venne devastata, il suo castello e le sue chiese distrutte. Il quartiere dove si rifugiarono venne chiamato Insula nova, nome che poi venne esteso all'intero borgo, che in poco tempo divenne uno dei più ricchi del lago. Ancora oggi ogni anno si celebra l'esodo dei comacini e l'accoglienza dei varennesi, il sabato e la domenica della settimana in cui cade il 24 giugno, festa di San Giovanni. Il lago viene illuminato a giorno con migliaia di lumaghitt, lumini galleggianti abbandonati sulle acque, come a ricordare le anime derelitte che navigarono da una sponda all'altra, scappando dalle proprie case in fiamme. I famosi artigiani chiamati Maestri Comacini sono i discendenti di questa gente. Varenna si contese militarmente Lierna con Mandello per oltre 250 anni, nel 1375 Lierna divenne parte integrante di Varenna, successivamente Lierna riuscì a porre fine alle contese ottenendo la propria indipendenza amministrativa nel 1743. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta #italy
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