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📷 @lauroalex_photography 📍 #Burano Una delle più famose leggende di Burano narra che un antico pescatore promesso sposo, durante un'uscita in mare verso l'oriente, venne tentato dal canto delle sirene. L'uomo resistendo ai loro incanti, ricevette un dono dalla regina, rimasta affascinata dalla fedeltà di costui. La sirena colpì con la coda il fianco della nave e dalla schiuma, creatasi dal movimento dell'acqua, formò il velo nuziale per la giovane sposa. Arrivato il giorno delle nozze, consegnò il dono alla sua fidanzata, la quale fu ammirata ed invidiata da tutte le giovani dell'isola e costoro cominciarono ad imitare il merletto del suo velo utilizzando ago e filo sempre più sottile, sperando così di creare un ricamo ancora più bello per il loro abito da sposa. ⠀ Approfondisci la conoscenza del territorio ammirando altre splendide foto come questa, seguendo le community di @igvenezia & @igveneto_ Per entrare a far parte della nostra gallery utilizzate il nostro hashtag ufficiale e taggate le vostre foto. ⠀ 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #burano
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📷 @miky_ped 📍 #CalaLuna ⠀ Cala Luna sorge al confine tra i comuni di Baunei e di Dorgali, dove termina la “Codula de Elune”. Cala Luna è un “piccolo” istmo di spiaggia dalla sabbia finissima e particolarmente bianca, che si affaccia a est sulle acque turchesi delle acque del Golfo di Orosei, uno dei tratti più suggestivi del mediterraneo. A ovest, invece, è caratterizzata da un piccolo lago naturale di acqua dolce punto di arrivo delle acque della “codula de Iluna”: questo laghetto, diverso ogni anno, è una delle peculiarità della spiaggia. Ed ecco la seconda: una serie dei cinque grottoni che sorgono a nord della spiaggia, ancora oggi riparo naturale per la fauna e per gli escursionisti che ogni anno visitano la spiaggia: vi consigliamo di farci un salto e godervi il panorama verso il mare dall’interno di uno dei grottoni. Cala Luna, che in sardo viene chiamata “Elune”, è delimitata sia a sud che a nord dalla falesia a picco sul mare, che tocca in questa zona circa 300 metri di altezza. Alcune parti della falesia sono chiodate e attirano ogni anno numerosi climbers. Tipica di questa zona è una particolare pietra di natura vulcanica, chiamata ossidiana. Il territorio, comunque, resta per la maggior parte caratterizzato da roccia di natura calcarea, che ben si sposa con la tipica macchia mediterranea che circonda la spiaggia, tratto comune, questo, a tutto il territorio di Baunei. Nell’inverno del 1997 una brutta alluvione si portò via gli oleandri, un tempo tratto caratteristico di Cala Luna; ad oggi, si intravedono spuntare giovani oleandri qua e la, segno che la spiaggia sta riprendendo il suo antico splendore. ⠀ Approfondisci la conoscenza del territorio ammirando altre splendide foto come questa, seguendo la community di @ig_sardinia Per entrare a far parte della nostra gallery utilizzate il nostro hashtag ufficiale e taggate le vostre foto. ⠀ ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #calalun
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📸 @bastafunzioni 📍 #Napoli Buongiorno ragazzi, la Gaiola è una delle isole minori di Napoli e si trova proprio di fronte Posillipo nel cuore del “Parco sommerso di Gaiola”, un’area marina protetta che si estende su una superficie di 41,6 ettari dal pittoresco borgo di Marechiaro sino alla splendida Baia di Trentaremi. Il suo nome deriva dal latino ‘cavea’ (piccola grotta) che, in napoletano, si è trasformata in ‘caviola‘, ma in tempi remoti, era nota come “Euplea” ossia come protettrice della navigazione e sicuro rifugio, per questo vi fu eretto un piccolo tempio. La Gaiola però è nota per numerose leggende funeste, infatti si racconta che agli inizi del XIX secolo era abitata da un eremita soprannominato dalle genti locali “Lo Stregone”, che viveva dell’elemosina dei pescatori del luogo. Fino a quel periodo accanto all’isola della Gaiola si poteva vedere un edificio romano quasi del tutto sommerso chiamato la Scuola di Virgilio. Secondo alcune leggende medievali qui il poeta-mago insegnava arti magiche, creando pozioni ed eseguendo riti magici e furono proprio questi ad inquinare lo specchio d’acqua intorno all’isola con un potente maleficio su tutti coloro che vi sostavano per molto tempo. L’isola della Gaiola è un posto affascinante ma anche un po’ sinistro che i napoletani considerano jellato per la maledizione che le aleggia intorno. Molte persone che hanno abitato sull’isola o soggiornato anche solo per poco tempo hanno avuto disgrazie familiari oppure sono caduti in rovina, tra questi ricordiamo Giovanni Agnelli che acquistò la villa (Agnelli è famoso anche per aver subito numerosi lutti in famiglia) e la tenne pochi anni per poi rivenderla a Paul Getty, magnate del petrolio, nel 1968. Nel 1973 la ‘ndrangheta rapì il figlio e dopo l’amputazione di un orecchio del ragazzo, la famiglia Getty pagò un riscatto di 17 milioni di dollari per riabbracciarlo. ⠀ Approfondisci la conoscenza del territorio ammirando altre splendide foto come questa, seguendo le community @ig.campania & @ig_napoli_ Per entrare a far parte della nostra gallery utilizzate il nostro hashtag ufficiale e taggate le vostre foto. ⠀ 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #italy
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📷 @ryan2888 📍 #Napoli ⠀ Fondata dai Cumani nell'VIII secolo a.C., fu tra le città più importanti della Magna Græcia, grazie al rapporto privilegiato con Atene, ed esercitò una notevole influenza commerciale, culturale e religiosa sulle popolazioni italiche circostanti[8] tanto da diventare sede della scuola epicurea di Filodemo di Gadara e Sirone. Dopo il crollo dell'Impero romano, nell'VIII secolo la città formò un ducato autonomo indipendente dall'Impero bizantino; in seguito, dal XIII secolo e per circa seicento anni, fu capitale del Regno di Napoli; con la Restaurazione divenne capitale del Regno delle Due Sicilie sotto i Borbone fino all'Unità d'Italia. Per motivi culturali, politici, storici e sociali è stata, dall'evo antico sino ai giorni nostri, una delle città cardine d'Occidente. Sede della Federico II, la più antica università statale d'Europa, ospita altresì l'Orientale, la più antica università di studi sinologici ed orientalistici del continente e la Nunziatella, una delle più antiche accademie militari al mondo, eletta patrimonio storico e culturale dei Paesi del Mediterraneo da parte dell'Assemblea parlamentare del Mediterraneo. Luogo d'origine della lingua napoletana, ha esercitato ed esercita un forte ruolo in numerosi campi del sapere, della cultura e dell'immaginario collettivo a livello nazionale ed internazionale. Centro della filosofia naturalistica del rinascimento e centro illuminista di livello europeo, è stata a lungo un punto di riferimento globale per la musica classica e l'opera attraverso la scuola musicale napoletana, dando tra l'altro origine all'opera buffa. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #napoli
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📷 @ariannafaucci 📍 #Lerici ⠀ Lerici si trova nella parte più orientale del Golfo della Spezia, vicino alL’estuario del fiume Magra. Di origine antichissima, era alle dipendenze dei vescovi di Luni. Fu un porto importante dove approdavano viandanti e pellegrini che attraverso Sarzana si collegavano alla Via Francigena verso Roma o il nord Italia. Da Lerici inoltre, una diramazione della stessa via, portava al cammino per San Jacopo di Compostela. Nel Medioevo fu possesso di Genova, per un breve periodo di Pisa e quindi subì diverse dominazioni fino a tornare ai genovesi alla fine del XV secolo. Lerici mostra ancora oggi la sua originaria struttura medievale, con le caratteristiche abitazioni allineati lungo gli stretti carruggi. AlL’interno del borgo sono interessanti il quartiere ebraico del ghetto, il castello, eretto dai Pisani nel XIII secolo e ampliato dai Genovesi, con alL’interno la cappella duecentesca dedicata a Santa Anastasia e il museo geo-paleontologico e le piazze del Poggio e di San Giorgio. A piedi del castello si trova la rilassante passeggiata sul lungomare Vassallo. Nel borgo si trovano inoltre la torre di San Rocco, di epoca romana, trasformata in campanile nel XVI secolo, la chiesa parrocchiale di San Francesco d’Assisi, l’oratorio di San Bernardino e poco lontano palazzo Doria, antico ospedale medievale dedicato ai Santi Pietro e Paolo. Lerici però non è solamente il suo borgo. Nel suo territorio, spiccano altre località , come San Terenzo, con il castello, Villa Magni, abitata da Percy Bysshe Shelley e Mary Shelley e Villa Marigola, da dove si gode un meraviglioso panorama della spiaggia della Venere Azzurra. A Tellaro invece, tipico borgo marinaro, dove ancora oggi si incontrano le barche nella piazzetta sul mare, si trova l’antica chiesa di San Giorgio e l’oratorio di Santa Maria in Selaa. Tra Pugliola e Solaro si ammira Villa Cochrane, più conosciuta come villa Rezzola, immersa in un parco di eucalipti, lecci e cipressi. E ancora La Serra e Pozzuolo, su una collina di ulivi, Senato, oasi di verde e di silenzio e Solaro, piccolo borgo affacciato sul Golfo. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia
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📷 @rale_p 📍 #Assisi ⠀ È lì, da otto secoli, in uno degli affreschi del ciclo pittorico che segna l'inizio dell'arte figurativa occidentale, e nessuno finora se n'era accorto: nella ventesima scena della Vita di San Francesco, dipinta da Giotto nella Basilica superiore di Assisi, c'è il profilo di un demone, con due corna scure, che emerge dalle nuvole sospese fra la scena della morte di Francesco, in basso, e la scena dell'assunzione della sua anima in cielo. A scoprirlo è stata la storica Chiara Frugoni, grande specialista francescana, dandone notizia in un articolo che sarà pubblicato nel prossimo numero della rivista San Francesco Patrono d'Italia, edita dal Sacro convento d'Assisi, diretta da padre Enzo Fortunato(clicca qui per vedere il video). La Frugoni - che sull'interpretazione di quel particolare avanza alcune ipotesi - è invece sicura del fatto che questa scoperta è destinata a fissare un nuovo inizio della ''manipolazione delle nuvole'' da parte di un pittore. ''Fino ad oggi, infatti - osserva la storica - il primo pittore che pensò di trattare le nuvole era ritenuto Andrea Mantegna che nel suo San Sebastiano, dipinto nel 1460 (oggi conservato nel Kunsthistorisches Museum a Vienna), mostrò sullo sfondo del cielo un cavaliere che emerge da una nuvola. Ora, questo primato del Mantegna non è più tale''. Approfondisci la conoscenza del territorio ammirando altre splendide foto come questa, seguendo le community @ig_assisi & @ig_umbria 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #assisi
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📷 @xopert1969 📍#Venezia Ogni città ha la sua storia e le sue tradizioni. Ma anche le sue curiosità, a volte note a volte meno note. Anche Venezia ha le sue. Eccone di seguito alcune. Iniziamo dal campanile di San Marco chiamato affettuosamente dai veneziani “el paròn de casa”, il campanile nacque con una funzione di torre di avvistamento e di faro. Solo più tardi fu posta in cima la statua dorata dell’arcangelo Gabriele. Il campanile durante i secoli fu più volte colpito dai fulmini e dai terremoti, ma nel 1902 crollò improvvisamente su se stesso senza causare vittime. Leggenda narra che la statua intatta dell’angelo finì sui gradini della porta centrale della basilica di San Marco senza provocare danni. 2) Calletta Varisco è la calle più stretta della città: è larga solamente 53 centimetri 3) La Basilica di San Marco, fino al 1807, non fungeva da cattedrale. Si trattava della cappella personale dei Dogi. 4) A Venezia nacqua la prima casa da gioco pubblica del mondo, per limitare il gioco d'azzardo e dare una morale agli usi dei nobili veneziani 5) I soldi, in veneziano, vengono chiamati schei. Il termine dervia da una moneta che circolava durante la dominazione asburgica della laguna, su cui era incisa la scritta "Scheidenmunze". 6) Elena Lucrezia Cornaro Psicopia fu la prima donna a laurearsi al mondo. Veneziana, si laureò in Teologia all'università di Padova 7) I leoni che si trovano all'entrata dell'Arsenale provengono da località differenti. Il più grande venne rubato dal porto di Pireo di Atene 8) Ciao, il comune modo di salutarsi, è entrato a far parte della lingua italiana solo all'inizio del '900. Deriva dal veneziano sciavo, ovvero "schiavo" 9) Il ponte del Diavolo è così chiamato perché i suoi gradini erano molto ripidi, e non era raro che i passanti ci inciampassero ⠀ Approfondisci la conoscenza del territorio ammirando altre splendide foto come questa, seguendo le community @igvenezia & @igveneto_ Per entrare a far parte della nostra gallery utilizzate il nostro hashtag ufficiale e taggate le vostre foto. ⠀ 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #venezia
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📷 @chrisma1105 📍#Spello ⠀ Adagiato su uno sperone del Monte Subasio, il borgo umbro di Spello conserva ancora oggi, nelle magnifiche mura, i resti di un glorioso passato romano, quello di prospera colonia Julia. Tra i suoi vicoli acciottolati, le chiese affrescate e gli antichi monumenti, sono custoditi capolavori del Pinturicchio, del Perugino e preziose testimonianze artistiche. Spello vanta la cinta muraria di origine romana meglio conservata in Italia. In questa massiccia cinta si aprono differenti porte, tre delle quali di notevole interesse. Porta Consolare dispone di tre ingressi, tre statue funerarie e una torre sovrastata da un ulivo, simbolo del prodotto locale più noto. Poi c'è Porta Venere con le Torri di Properzio, principale porta di accesso a Spello, e Porta Urbica che reca curiosi simboli sul muro di destra ascrivibili, secondo la leggenda, al paladino Orlando. A soli 15 minuti dalla località di Spello si trova un luogo di grande fascino: le Fonti del Clitunno. Un parco naturalistico, esteso su circa 10.000 m2, che custodisce le sorgenti dell'omonimo fiume dove tra pioppi cipressini e salici piangenti si incontrano cigni, anatre e molteplici animali acquatici. Fonte d'ispirazione per Plinio il Giovane, Virgilio, Byron, Carducci, i fondali di queste acque secondo le antiche leggende ospitavano la dimora del Dio Clitunno. Dei tre templi originari è sopravvissuto il Tempietto del Clitunno, Patrimonio Unesco. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta #italy
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